LE SOLITE FALSITA' SUL TERZO VALICO FERROVIARIO DEI GIOVI
Spiace dover tornare nuovamente su taluni argomenti che si pensava fossero ormai, purtroppo o per fortuna, esauriti, ma l’edizione telematica torinese di martedì venticinque aprile del quotidiano la Repubblica contiene un articolo al quale non si può esimersi dal rispondere per le rime.

A firmarlo è Diego Longhin, inviato sul terreno dei cantieri riguardanti il Terzo Valico ferroviario dei Giovi: a causa della oscena abitudine di riservare la lettura dei pezzi più interessanti ai soli abbonati, la lettura è limitata a poche righe, ma quanto è fruibile basta e avanza per rendersi conto del livello propagandistico dello scritto.
Già il titolo è tutto un programma: «Dentro i tunnel del Terzo Valico: “Vi porteremo da Genova a Torino e Milano in un’ora”»; peccato che non venga spiegato né quando accadrà, e neppure come ciò sarebbe possibile, soprattutto con riguardo al capoluogo piemontese.
Va ricordato, infatti, che l’opera è propedeutica alla costruzione di una linea ad alta capacità Genova-Milano – della quale peraltro allo stato attuale non esistono nemmeno gli studi di fattibilità per la tratta che dalle campagne del tortonese dovrebbe raggiungere la città meneghina – ed al momento non prevede fermate intermedie in Piemonte.
Inoltre va ricordato che la priorità – per tutti i governi, di qualunque colore, che si sono succeduti sin da quando si è cominciato a parlare della nuova ferrovia – è sempre stata quella di movimentare le merci verso il retroporto di Rivalta Scrivia, rimandando sine die la questione del trasporto passeggeri.
Infine, vorremmo conoscere il livello di istruzione dell'autore dell’inchiesta in questione: all’interno del catenaccio afferma che «gli scavi sono all’84% ma si avvicina il punto più critico, quello tra Alpi e Appennino», tanto da far annunciare – al commissario governativo Calogero Mauceri – che «finiremo nella prima metà del 2025».
Ci chiediamo se il Longhin conosca la geografia: non è possibile che il momento più pericoloso per i lavori sia quello descritto: le Alpi Marittime hanno il proprio confine nel ponente ligure, non certamente nel genovesato, dove si trovano solo gli appennini.
In conclusione, gradiremmo sapere in base a quale ragionamento il Mauceri si lancia in una tale previsione: non è possibile che non sappia che la talpa, che attuava gli scavi nel Basso Piemonte, è stata smontata e messa fuori servizio a causa del fatto di aver trovato – come era ampiamente previsto – terreno friabile che le ha reso impossibile continuare la sua attività.
Bosio (Al), 07 maggio 2023
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com